Sam

“I know u’r busy in this period but Sam is in alcohol-induced coma
. Call me on Viber sauc. 
xoxo Nath(<3”

Ohh Sam. . . sei stata la prima persona a cui ho detto ‘I love you’, la prima ragazza a cui ho detto un sincero ti voglio bene senza preoccuparmi del significato delle mie parole in italiano. 
Ed ora? Dimmi dove trovare la forza per dirlo a tuo fratello Tim che in questo momento si trova oltreoceano per servire la vostra patria.
I really need to hear your laugh very whimsical coming down the screen during a video call right now.
I can’t belive! We have lots of things to do at the end of July when I will finally come back. Why that is happening?

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Sam ma che hai fatto. . .

Quasi mi ero dimenticata la soddisfazione che si prova dopo aver giocato a pallavolo. Sedersi per miracolo sul sedile della macchina e guidare fino a casa con le braccia doloranti e le gambe stanche. Arrivare davanti alle scale e fermarsi a fissare i gradini pensando: ehhh domani è la volta buona che faccio scendere San Pietro!

Ma sempre con il sorriso.

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Falena

È quasi l’alba, il cielo è già irradiato di luce soffusa, e lei è ancora sveglia.
Una falena che, senza riflettere sta ancora seguendo i suoi impulsi. Persa nella sua spensieratezza è ignara del destino che l’attende.

A volte la invidio: pur sapendo che nessuno di noi è immune al fuoco, lei ugualmente segue il suo istinto.

Conversazioni inaspettate

Solitamente sono una persona abbastanza tranquilla con gli sconosciuti. Oggi non è andata esattamente così, con un signore di circa 50 anni che mi si è seduto accanto sulla panchina.

“Ahh. . . guada quanti neri ci sono. Tutti stranieri che vengono qui per non fare nulla tutto il giorno!”
“Mi scusi ma lei è cristiano?”
“Certo tutte le domeniche vado in chiesa ma questo non vuol dire che debba sopportare tutti questi immigranti. E’ casa degli italiani l’Italia.”
“Va in chiesa tutte le settimane quindi dovrebbe sapere che il suo Dio è ebreo.”
“E allora?”
“Allora Gesù non ha la nazionalità italiana. Le sue scarpe sono di una nota marca americana e probabilmente sono state fabbricate in Cina. E il suo orologio è tutto tranne italiano, forse azzarderei svizzero. E queste sono solo le cose che ho notato ad una prima occhiata visto che io non l’ho mai vista. Dovrebbe sapere che al giorno d’oggi tutti sono cittadini del mondo e non ha senso rimproverare qualcuno d’essere uno straniero, tutti almeno una volta lo siamo stati. E poi mi sembra di capire che lei è del sud. Mi dica se non le da fastidio quando sentendo il suo accento la considerano al pari di un mafioso.”
“Si ma. . .”
“Si ma nulla. . . se non vuole un’etichetta addosso perché ne deve mettere una su un altro?”

Conversazione serale del 13 giugno con Sara

“Come stai?”
“Non si capisce?”
“Se non sei dell’umore perché sei da me?”
“Per impedirti di fare delle sciocchezze.”
“Non le avrei fatte scialla.”
“Si?? E allora a cosa ti servono tutti quelle garze? E l’alcool sotto la tua sedia è un nuovo arredo per rendere più colorato il tappeto?”
“OOkk! Ne avevo in mente una. Ma non ero sicura che l’avrei fatta.”
“Ecco già meglio. Comunque visto che siamo in vena di confessioni, io ho una bottiglia di assenzio e sambuca se vuoi per dopo.”
“Tu???”
“Non guardarmi così. Non sono mai stata una santa.”
“Mi devo ancora riprendere dalla notizia. Tu hai comprato dell’alcool? E dove sono finite le tue convinzioni sul non fare cazzate?”
“Primo io l’alcool lo reggo meglio di te sicuramente e secondo non sarei mai riuscita a fermarti stasera, quindi ho preferito optare su un attività meno distruttiva.”
“Perché lo fai?”
“Eh no. Aspetta a fare le domande. Devi prima bere.”
“Perché?”
“Se vuoi fare una domanda devi bere”
“Perché?”
“E’ il gioco alcolico pre-serata del mercoledì universitario a Padova. Dai bevi che poi ti rispondo”
“E le regole quali sono?”
“Devi bere per chiedere e per non rispondere mentre se rispondi puoi non bere. Easy no?”
“Che gioco stupido”
“Si molto. Però di la verità ti attira.”
“Abbastanza. Uhhh. Ho bevuto dai ora rispondi.”
“Vorrei dirti che in due il dolore lo si riesce a diluire meglio ma questo non vale per il vuoto lasciato da una persona. Forse è solo un mio stupido pensiero ma ho sempre pensato che una persona ci lascia veramente solo quando la si dimentica e quando siamo assieme è impossible dimenticarlo. Ed ora tocca a me.. Cosa ne pensi del ragazzo che ti ho presentato?”
“Del damerino che frequenti?”
“Ha il suo fascino vero?”
“E’ strano è il tuo opposto ma sembrate molto complici. State insieme?”
“Ehm. . . penso che beverò un bicchierino di assenzio.”
“Ma è una domanda semplice.”
“E’ complicato.”
“Andate d’accordo. Lui ha occhi solo per te e tu lo stesso. O avete problemi di sesso o non dovrebbe essere complicato sapere se state insieme o meno.”
“Non lo avevi capito che io sono complicata?!”
“Ma non ha senso.”
“Ah perché invece ha senso il tuo comportamento? Non pensare che non sappia. Io ho bisogno di molto tempo per aprirmi. Solitamente nelle mie relazioni passate era la mancata fiducia il problema, con lui è la mia sproporzionata paura di ferirlo. Lo hai detto tu stessa: siamo gli opposti.”

Persone speciali

Ci sono alcune persone che possiedono quella che io ritengo la capacità migliore al mondo, la “capacità di farti sentire a casa”, e non importa dove sei, non importa cosa fai, se sei con loro non hai più nessun peso che ti opprime il petto, che ti appesantisce il cuore. Con poco ti fanno rilassare e tutto diventa migliore.
Basta un sorriso, uno solo, e sai che è tutto al posto giusto.
Basta un “Ehi, ma che fai? Vieni qui!” e della braccia che si tendono nella tua direzione, delle risate che ti accolgono, quasi come a dirti “eccoti di ritorno!”, e tu lo sai, lo senti di far parte di qualcosa d’importante.
Non sto descrivendo qualcosa di astratto ma una reale e sincera ragazza che frequenta l’università con me, e per l’occasione la chiamerò Sheisjoy visto che anche lei scrive su wordpress.

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Grazie Sheisjoy per tutti i momenti speciali che mi hai regalato. ❤

Francesco si è innamorato

Questa mattina mi sono vista con un amico di bevute di cui avevo già parlato (Le domande esistenziali di Francesco ispirate dagli spritz).

“Niki grazie d’essere qui lo apprezzo.”
“Di cosa volevi parlarmi? Ti confesso che ho un po’ paura perché solitamente ci troviamo a parlare nei locali in cui ti posso fare da spalla ma ora siamo seduti in un parco e la cosa mi sembra molto preoccupante.”
“Ti ricordi come ci siamo conosciuti?”
“Certo. Tu facevi lo spaccone e dopo aver iniziato una misera conversazione sfruttavi ogni pretesto per fare allusioni. Volevi giocare.”
“Volevo farlo con te altro che giochetti strani.”
“Si ma eri troppo palese. Lo sai io non sono una zanzara.”
“Ohh fidati lo so. Mi hai sedotto e sul più bello mi hai lasciato tutto nudo lì. Mi hai abbandonato lì come un salame.”
“Detta così è brutale. Ammettilo che un po’ ti è piaciuto. E poi non ti ho lasciato lì come un salame. Mi sono ricomposta e con il mio rossetto ti ho scritto il mio numero nel caso volessi giocare seriamente.”
“E che centra, ovvio che mi è piaciuto. Però sei stata stronza.”
“Non sarei stata un altra delle tue ragazze sedotte, scopate e poi abbandonate solo per il gusto di farlo. Con il tuo bel faccio e il fisico che ti ritrovi ne avevi fatte cadere tante nella tua trappola.”
“Ah quindi ti piacevo?”
“ Certo! Altrimenti perché ti avrei lasciato il mio numero?”
“Siete troppo complicate voi donne.”
“Uhhh Aspetta aspetta. Lo ha rifatto un’ altra.”
“Si”
“E???”
“E nulla. Ne sto parlando con te.”
“Senza troppi particolari com’è andata?”
“Ha fatto come hai fatto te ma mi ha lasciato le sue mutandine in testa. Tanto grave?”
“Francesco si è innamorato! Francesco si è innamorato di una ragazza.”
“Dai smettila che ho una reputazione da mantenere.”
“E cosa conta se la verità è un altra.”
“Perché dovrei essermi innamorato?”
“La prima volta con me non te l’aspettavi ma da allora sarai stato molto più attento e se hai lasciato che succedesse è perché ti piaceva, eccome se ti piaceva la ragazza.”
“Mi ha fregato.”
“Ti sei lasciato sopraffare.”
“E ora cosa faccio?”
“Potresti cercarla e vedere come va. Sappi che se la ritrovi la voglio conoscere assolutamente. Mi sta già simpatica.”