Vortice

In quel vortice di parole insane e sprecate la notai subito, lei seduta accanto a me con i capelli ancora umidi. Quel immensa chioma bionda che opponeva un considerevole attrito con l’elastico: trattenuti eppure ribelli, si aggrappavano l’uno con l’altro per riacquistare la loro forma originaria.
Mi concentro su loro. Mi trattengo con loro. Mi aggrappo a loro.
Resto in quelle onde che si muovono in circolo tra fremiti e pensieri contorti.

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Mimi

Una chioma rossa e occhi spenti,
questo era il suo biglietto da visita.
Camminava a passi lenti in penombra,
di un cuore proteso per donarsi.
Mimi con quelle labbra umide
raccoglieva piccoli segreti dal fremito del tempo.
Io ti sento Mimi,
in quel tuo urlo di guerra,
scagliato contro tutte le ancore effimere.
Forse il tuo riflesso sarà anche svanito
ma io ti sento invisibile picchiettare le unghie,
in quel bar mentre aspetti una zolletta.

Ti dico addio, Mimi,
stringendo il tuo corpo assopito.
Ti dico addio, Mimi,
ricordandoti come zucchero amaro sotto un diluvio.

Ti, auguro buon viaggio.
Non perderti più del necessario. 

Fluttuazioni di anime in amore

La peggiore delle droghe, il massimo piacere, quando anche l’anima si muove effervescente in attesa. Un chiodo che pulsa tra le vene e le labbra che si rincorrono nel loro continuo prendersi quando il buio cingeva i loro corpi. Tra quelle idee di lussuria e il contatto della pelle spogliata di tutte le dottrine che l’appesantiscono. Si colmano l’anima con l’odore altrui per arricchire quei sensi spogli che han bisogno d’essere stretti.
In quel volersi e ottenersi, fuggirsi per poi scontrasi, sapevano che un morso s’una ferita è uno strappo verso un sollievo futuro.

Non hai trovato la me bimba, che spensierata rincorre le avventure, la dolce me ancora piena di speranze intatte. Non hai mai visto la me ragazzina, affettuosa ed ingenua che ti avrebbe dedicato sicuramente mille parole e un’infinità di disegni sdolcinati. Ti chiedo scusa. Non ti ho mai dato la possibilità di conoscermi. Mi sono limitata a raccontarti cosa mi ha fatto cambiare ma non come ero. Ti chiedo scusa perchè ti ho fatto sentire inutile, non era voluto. Ti ho mostrato i miei sentimenti con il contagocce per paura di rompere quelle dighe e di dover lacerare ancora una volta quel muro di vuoti, affrontando i miei fantasmi. La verità è che tu per me sei il sollievo.

Il riflesso di una storia

Andava in scena la storia di una qualunque,
riflessa nei suoi occhi,
specchiata attraverso l’anima delle sue lacrime.
Protagonista di una vita da osservatrice di altri,
ora beffata dal suo stesso destino si guarda:
quanti sogni infranti,
quante sofferenze celate.
La storia di una ragazzina e la sua pelle rotta,
di quei pesi che galoppano nell’aria.
Atti di un operetta,
di una frana disfatta.

Non ho mai desiderato avere dei figli, anzi, a dirla tutta la sola idea di rimanere incinta fino a qualche anno fa mi terrorizzava. Adoro i bambini, e mi è sempre piaciuto stare con loro ma non volevo averne. Non volevo essere come mia madre. Io non voglio essere come lei.

Ieri ho pubblicato un post, senza dare importanza al modo in cui scrivevo quelle parole, mi premeva solo dirle a qualcuno che non fosse il mio ragazzo. Volevo parlarne con qualcuno senza però dover dare delle spiegazioni. Perchè fa male anche solo fermarsi a riflettere e ripercorrere quei giorni. Come diavolo è potuto succedere?

Ero incinta e non me ne sono accorta. Avevo tutti i sintomi davanti agli occhi ma non li ho collegati. Mi sentivo strana: sempre stanca e di pessimo umore, con una sgradevole sensazione in tutto il corpo. Non mi sentivo solo strane io ero diversa e in molti lo avevano notato questo mio cambiamento. Nemmeno il mio ragazzo . . .
Solo due giorni fa ce ne siamo accorti, quando ormai era troppo tardi per quella vita. Quasi cinque settimane in cui ho fatto tutto quello che non andrebbe fatto e questo mi tormenta.
Non era voluto. Io non lo volevo eppure ora non mi chiedo perchè sono rimasta incinta ma il perchè di quel aborto spontaneo. Perchè non me ne sono accorta? Perchè entrambi non abbiamo fatto due più due?

“Scusa se sono triste ma sapere che c’era qualcosa di solo nostro ed ora non c’è più mi blocca. Anche se so che tu non lo avresti voluto. Immagino tu abbia tirato un sospiro di sollievo eh?”
“Sei libero di credermi o meno, ma sono dispiaciuta anch’io. Niente salti di gioia.”
“Da quando vuoi avere figli?”
“Non sto dicendo di volerne ma solo che visto che era successo, anche se non programmato, avrei fatto tutto il possibile per evitare un aborto. “