Senza categoria

Ennesima notte in bianco?
Si.
Ancora Incubi?
Si… incubo.
Senti Niky ma perchè non provi a prendere qualcosa per dormire?
Per non dimenticare…
Ma ti fai male e non ti fa bene.
É il peso di chi sopravvive: esserci ancora quando altri non possono più esserci e continuare a farlo anche per loro.

Riflessioni

Vetri rotti

Stridono i vetri sotto di te,
si frantumano schiacciati dal peso.
Piange la carne su quella terra sporca
mentre le lacrime si uniscono al sangue
a formare un fiume lungo la tua figura.
Attaccata a quelle ultime sensazioni,
a quei vetri rotti e a quel asfalto
che sta per raccogliere gli ultimi attimi di te.

Non si sopravvive mai del tutto.
Si resta rotti.

Riflessioni

Mondi invisibili

Siamo così dannatamente ciechi,
nell’ ostinarci a non voler vedere
gli infiniti mondi invisibili che ci circondano.
Chiudiamo gl’occhi davanti all’evidenza e nemmeno ce ne accorgiamo.
E non parlo solo di diversi punti di vista o di differenti sistemi di riferimento
ma proprio di diversità: chi ci dice che percepisci le stesse cose degli altri?

Certo si potrebbe obbiettare che essendo simili, in teoria dovremmo avere le stesse strutture e funzionare allo stesso modo. . . sì, certo. . . infatti tu sei identico ai tuoi genitori vero?!

Storie di vita

Quel peso

É tornato, quel forte dolore, quel malessere che si è fatto strada in me così in profondità, insinuandosi dentro il mio cuore. Forse non se ne era mai andato, si era semplicemente nascosto, magari dietro le costole o tra i segni di una cicatrice… ma era lì. Forse è sempre stato con me per tutti questi anni.

Forse non dovrei più chiamarlo dolore, ma quasi amico perchè quando lo sento mi rendo conto d’essere viva, sento il peso d’esserci, di essere la sopravvissuta

Scusate l’assenza

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Una lettera per me

Ogni tanto mi capita di rilegge vecchi scritti e cercare di fare un bilancio fra come ero e come sono diventata.

Critiche ed imperfezioni a parte, questo mio scritto mi colpisce ogni volta. . . Forse in virtù del fatto che è ancora così attuale.

Il mondo di Shiver

Carissima,

ti scrivo queste parole perché è da un po’ che vorrei parlarti, ma so bene quanto sia difficile farmi ascoltare da te. Nessuno può conoscerti meglio di me. So tutto su quella piccola bambina che veniva chiamata Attila da quante ne combinava. Cosi tanto bella nella sua spensieratezza quanto terribile, ne hai fatta una per colore. 
Inutile che cerchi di nasconderti. Io ti conosco. So la verità che si cela dietro ogni tuo gesto. Io so tante cose di te che continui ad ignorare, perché credi che così nulla possa ostacolare il tuo cammino cieco, verso una meta oscurata dai ricordi. So che hai paura di sognare, ad esempio. Temi così tanto la notte. Un tempo ti piaceva . . .
Ti ricordi quando hai fatto il bagno di mezzanotte? Certo che te lo ricordi. L’avevi trascinato nell’acqua anche se lui non sapeva nuotare. Di notte sotto un cielo…

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Riflessioni

Riflessione del giorno

Le persone e i luoghi sono come le parole, si attorcigliano dentro di noi o al contrario, si slacciano per sempre. . . e per quanto tu possa cercare di tenerle impigliate a te stringendo la presa, non torneranno mai com’erano.
Non basta una fotografia per catturarle . . .

Riflessioni · Storie di vita

Quel maledetto fermo immagine

É ancora lì.
Impresso nella mia memoria,
il fermo immagine dell’attimo dello schianto.

In quel luogo senza tempo, contro ogni legge della fisica, in quel attimo estemporaneo aleggia quella coreografia stridente. Come un mirabile spettatore di quello che è stato e si appresta ad accadere ancora e ancora, mi ostino a voler guardare l’immagine riflessa di mia madre nello specchietto, sorridente con i capelli al vento prima dell’impatto. Un ultimo attimo di lucidità, prima d’essere atterrata da quel rumore dissonante.

Una scena sospesa,
un flusso perpetuo ad accompagnare le mie lacrime.
Irreversibile.
Resta.